Uno stemma per uno….
….non fa male a nessuno, non vi pare?
Oggi parliamo appunto degli stemmi che quei geniacci di Wendy Chuck, costumista dei film, e del Merchandise si sono inventati per rendere ancora più vera la Twilight Saga.
L’origine degli Stemmi è da trovarsi senza dubbio in ambito militare; con questo infatti si cercava di distinguere un gruppo combattente da un altro. Riferendosi all’esercito romano, ad esempio, le unità si servivano di insegne di reparto per il riconoscimento (le aquile) così come gli eserciti barbari. Poi arrivò il Feudalesimo che portò due novità: i tornei e la costituzione di unità militari legati ad un capo. Nei tornei i cavalieri erano soliti omaggiare una dama, mostrando qualche loro oggetto, ma erano comunque coperti in volto per cui si cerco di contrassegnare le parti visibili, come lo scudo e il cavallo, con colori disposti in schemi rappresentativi di alcune casate.
In parole povere gli stemmi indicano una casata, una famiglia. E guarda caso nella Twilight Saga ne abbiamo tre: quello dei Cullen, quello del branco e quello dei Volturi, le tre grandi “casate” della storia.
Analizziamo prima di tutto lo stemma della famiglia Cullen. Come sappiamo ognuno dei componenti della famiglia ne indossa uno: Carlisle, il capostipite, e la moglie Esme lo portano incastonato in un anello, proprio come i grandi personaggi delle epoche passate, mentre Alice e Rosalie al collo rispettivamente legato ad un nastro e ad una catenina, i ragazzi invece, Jasper, Emmet e Edward lo portano su un polsino.
Esaminando attentamente lo Stemma lo vediamo composto da tre parti: una mano, un leone in primo piano e tre trifogli poggiati su uno scudo (che non si vede ma lè la parte dove appoggiano le altre parti). La mano, che in questo stemma è la destra e mostrante il palmo, nella simbologia araldica indica fedeltà e eternità (ma anche benedizione, concordia, innocenza, diligenza…). A seguire troviamo il leone in primo piano, rampante, ovvero ritto sulla zampa posteriore destra, la sinistra alzata e le due anteriori protese in avanti, ad indicare forza, coraggio e nobiltà. E per finire i tre trifogli: il trifoglio è un simbolo per lo più irlandese legato alla figura di San Patrizio e si dice che abbia proprietà profetiche, è simbolo di fertilità, prosperità e trinità (date le tre foglie). Ma non finisce qui: sembra anche rappresentare la Resurrezione e la vita che ne deriva. Ma è il numero tre che mi ispira di più: il tre è visto come il numero perfetto, il simbolo della Trinità. La mente, lo spirito e il corpo formano l’essere umano e il mondo è visto a tre dimensioni. Ma anche il simbolo della riconciliazione visto che superà i concetto di dualismo (di bene e male, bianco e nero ecc) dando una sfumatura a tutti gli aspetti della vita. Creando un’evoluzione”
Un pò come sono i Cullen. Non sono nè vivi nè morti (perdonate) e Carlisle ha una filosofia che va molto al di là del semplice “vegetarianismo” : secondo lui loro sono una specie evoluta.
Dedichiamoci ora agli acerrimi nemici dei Cullen ovvero il “branco”: le leggende dei Quileutes li vogliono discendere direttamente dai lupi…e non sono solo leggende. Anche il branco capitanato da Sam Uley e di cui farà parte anche Jacob ha un suo simbolo, molto tribale e meno sofisticato di quello dei Cullen e anche abbastanza contorto, sottoforma di tatuaggio.
Sembra uno di quei test che si fanno dallo psicologo “allora signorina, lei che cosa vede?” A me sembra di vederci due orecchie appuntite ai lati e un muso…voi che cosa ne dite? Comunque i membri del branco lo portano sul braccio destro, appena sotto la spalla e trovo che anche questa sia un’idea molto carina ed originale.
Ma veniamo all’ultimo stemma, quello di coloro che vengono considerati i Capi dei vampiri: I Volturi. Questa terribile famiglia, che vive a Volterra, ha il compito di far rispettare le “regole di comportamento” dei vampiri ed è temuta da tutti. E anche loro hanno uno stemma di famiglia: si tratta di una V (simbolo ovvio), dorata, con due rubini rossi (ma và……….) alle estremità e con al centro uno scudo diviso in quattro quadrati che riportano in maniera speculare due alberi e due volatili.
L’albero è simbolo unive
rsale, archetipo, che vive e si moltiplica in infinite forme. E’ rappresentato con la chioma (insomma i rami), in alto, e con le radici, in basso, e mi fa pensare ad un congiungimento tra cielo e terra, supremo e infimo, luce e oscurità, il mondo luminoso della coscienza e quello oscuro dell’inconscio. L’albero vive e dà la vita, si modella, cresce, muore…e si riforma. E’ il simbolo di rinascita e rinnovamento della vita. A voi questo non dice proprio nulla?
I Volturi potrebbero credersi degli intermediari tra il Cielo e la Terra che “nutrono” la vita fisica….come dei mediatori tra mondi opposti che fanno rispettare le regole (in fondo sono morti ma vivono). Ma nello stesso tempo sono una razza superiore, più evoluta. Evoluta nel senso che è riuscita ad avere quello che l’umanità da sempre brama: l’immortalità. Ecco perchè rinnavamento della vita.
Per quel che riguarda il volatile non riesco a capire bene quale sia ma il mio istinto mi fa pensare all’aquila o “grande volatile”. L’aquila è simbolo di grande potere regale e di divinizzazione e sottolinea non solo l’ascensione al cielo, con il suo volo e le sue ali, ma soprattutto il rinnovamento della vita simboleggiato sia dall’esperienza eterna sia da quella divina. E’ inoltre simbolo di sapienza, potenza e di giustizia e può rappresentare anche un possibile “Uomo-Dio”. Penso che rispecchino molto questa visione, loro sono grati di essere ciò che sono, assolutamente non si recriminano niente nè tantomeno si considerano dei mostri. Sono forti e invincibili, hanno potere di vita e di morte sugli altri e le loro parola è legge….
C’è una bella leggenda che riguarda Zeus in forma d’aquila: egli, invaghitosi del figlio di Ganimede, lo rapì assumendo la forma di un’aquila per portarlo con sè e farlo diventare suo amante e coppiere. Zeus, ovvero il “padre degli Dei”….e se pensiamo che i Volturi non sono persone che vengono propriamente definite “modeste” ci può anche stare, non trovate?
Bene, le mie considerazioni sono finite. Per ogni chiarimento, desiderio di far sentire la vostra opinione o qualsiasi cosa non esitate a commentare!

Bellissimissimo….avevo fatto un corso all’università sui simboli.
Magari qualche rimembranza può essere utile.
La parola simbolo deriva dalle parole greche “sym” (insieme) e bolé (unire)….unisce quindi due cose distinte e formare un unico concetto.
Guardate cosa dice Wikipedia:
“La parola “simbolo” deriva dal latino symbolum ed a sua volta dal greco σύμβολον súmbolon dalle radici σύμ- (sym-, “insieme”) e βολή (bolḗ, “un lancio”), avente il significato approssimativo di “mettere insieme” due parti distinte. In greco antico, il termine simbolo (Σύμβολον) aveva il significato di “tessera di riconoscimento” o “tessera ospitale”, secondo l’usanza per cui due individui, due famiglie o anche due città, spezzavano una tessera, di solito di terracotta, e ne conservavano ognuno una delle due parti a conclusione di un accordo o di un’alleanza, da cui anche il significato di “patto” o di “accordo” che il termine greco assume per traslato”
Non vi dice nulla?
Ma certo….non si tratta in nessun caso di famiglie “reali”, legate dal sangue, ma di riunioni volontarie (ehm…o di convenienza come nel caso dei Volturi…).
CIVILIZZATI!