2. Per partecipare al concorso dovete inventarvi un piccolo brano (1 pagina di Word, carattere 12 Times New Roman) che racconti una parte dei romanzi dal punto di vista di Edward.
3. Il brano dovrà essere completamente ORIGINALE, quindi creato da voi e dalla vostra fantasia.
4. Il brano dovrà pervenirci entro e non oltre la mezzanotte del 31 gennaio LA MEZZANOTTE DEL 10 FEBBRAIO all’indirizzo e-mail redazione@twilightsaga.eu con oggetto CONCORSO alla quale potete accedere cliccando sul link o tramite il form. All’interno dell’e-mail dovrete anche segnalarci un vostro indirizzo e-mail ed il vostro nome e cognome. Con l’invio dell’e-mail ci autorizzerete al trattamento dei vostri dati esclusivamente per contattarvi in caso di vittoria.
5. La vincitrice/ Il vincitore sarà scelta/scelto da una giuria composta dalle 3 amministratrici del sito: verranno valutati a GIUDIZIO INSINDACABILE della giuria il gusto, capacità di scrittura, freschezza del testo, aderenza all’originale, stile, fantasia.
6. La vincitrice/ Il vincitore verrà contattata/o dalle amministratrici a concorso terminato al fine di avere l’indirizzo per la spedizione.
7. Ecco gli spezzoni dei romanzi a cui fare riferimento, UNO A SCELTA :
Su Twilight: cosa pensa Edward quando bacia Bella per la prima volta.
Su New Moon: durante la scena della “rottura” o subito dopo.
Su Eclipse: la scena nella quale Bella accetta ufficialmente la proposta di matrimonio di Edward indossando l’anello di fidanzamento.
Su Breaking Dawn: il momento in cui Edward sente i pensieri di Bella per la prima volta, alla fine del romanzo.
8. I premi, ancora da stabilire, saranno comunque a tema “vampiresco”
Questo concorso è indetto da TwilightSaga.EU,appartiene esclusivamente al nostro sito ed è aperto a tutti i partecipanti senza limiti di età nè di sesso.
PARTECIPATE NUMEROSI!!!!!
PS: Per qualsiasi informazione o chiarimento non esitate con un commento a questa pagina o una mail
Ecco qui alcuni testi che ci sono stati inviatiper il Concorso. Di seguito ptroverete rispettivamente il secondo e il terzo classificato e poi….
Secondo classificato Nella mente di Edward: New Moon di Emanuela Marzucchi.
“Bella iniziò a respirare a fatica.
Avrei dovuto andarmene in fretta, non importava quanto sarebbe stato doloroso per me. Il solo pensiero di stare lontano da lei mi trafisse ancora una volta, con intensità sconvolgente. Sperai davvero che lei non avesse ancora scorto nessuna traccia d’incertezza sul mio volto, nessuna traccia del dolore che mi stava già consumando come fuoco. Ma ero disposto a sopportare qualsiasi dolore, pur di concedere al mio unico, vero amore la possibilità di vivere una vita normale. Dovevo farlo per lei. Era questo pensiero, la felicità che Bella meritava, a darmi la forza necessaria per lasciarla.
Allora perché continuavo a dirmi che avremmo potuto trovare una soluzione? Perché mi illudevo che ci potesse ancora essere un lieto fine tra di noi? Perché continuavo, invano, a cercare un sotterfugio che mi consentisse di non dovermi mai separare da lei?
No, non esisteva niente del genere. Ciò che voleva Bella era una tragedia. A causa mia, era arrivata al punto di desiderare la sua stessa morte. Non sarei mai riuscito a sopportarlo. Bella avrebbe voluto diventare un mostro. Come me, per potermi restare accanto. Non avrei mai dovuto lasciare che un simile pensiero attraversasse la sua mente. Non era giusto mettere fine alla sua vita in maniera così deplorevole. Dovevo andarmene prima che il desiderio egoista di rimanere con lei, per sempre, mi convincesse a restare a Forks.
Mi costrinsi a cacciare fuori di bocca le parole necessarie, le bestemmie che dovevo ancora pronunciare, con voce tranquilla e pacifica. Dopotutto, il saper mentire faceva parte di me, del demonio che ero, quello dal quale Bella avrebbe dovuto allontanarsi il prima possibile.
«Addio, Bella». Sentii il petto incendiarsi, come se stessi ardendo vivo. Era atroce. Non avrei mai voluto dirle addio. Non sarei mai riuscito a vivere senza di lei. Ma non c’era nessun’altra soluzione. Il mio dolore in cambio della sua vita. Non potevo non essere soddisfatto, felice, di questo scambio. Sarei riuscito a sopportarlo, per amore di Bella.
«Aspetta!». Il suo grido soffocato e il suo sguardo sconvolto mi fecero quasi venire le lacrime agli occhi, ma un mostro non è progettato per piangere.
Avrei dato qualsiasi cosa pur di diventare umano. Finalmente, avrei potuto stare con Bella senza costituire un pericolo per lei. Ma questo era impossibile, dovevo lasciarla andare. Per il suo bene.
Le sue braccia si erano alzate inconsapevolmente, come per abbracciarmi.
Quanto avrei desiderato anche io poterla stringere tra le braccia, senza più doverla lasciare. Ma l’amavo troppo per anteporre i miei desideri al suo bene. Era la dolce umana che, incredibilmente, mi amava e che non potevo impedirmi di amare incondizionatamente a mia volta. L’avrei amata per sempre, ne ero certo. Avrei continuato ad amarla anche all’inferno.
Era un bene che io me ne stessi andando. Bella meritava di più, più di un vampiro, meritava una famiglia normale, umana, calorosa.
La guardai ancora una volta, soffermandomi sul volto che amavo tanto. Che non avrei mai smesso di amare.
“Spero che un giorno, in cuor tuo, capirai che non ti ho mai abbandonata davvero. Sarai sempre nel mio cuore, mia Bella. Tu, l’unica che hai saputo ridestare il mio cuore incenerito, ridarli vigore, renderlo capace di battere ancora per qualcuno. Per te. Ho già ricevuto troppo, qualcosa che non mi spettava di diritto: tu, il tuo amore. Sarebbe stato troppo chiederti per l’eternità. Ho sempre temuto che prima o poi saresti scappata via da me, disgustata. Ma tu sei rimasta con me. Sempre, senza alcuna paura. Adesso sono io che sono disgustato da me stesso, da ciò che sono, quindi devo andarmene. Promettimi che lo capirai, Bella, ti prego. Continuerò ad amarti sempre, come ti ho sempre amato. Il mio cuore non ha altre alternative, amore mio”.
Lentamente, mi avvicinai a lei, ben sapendo che questa sarebbe stata l’ultima volta che l’avrei vista nella mia vita, eccetto che nei miei ricordi, naturalmente, perché le avevo mentito: non sarei mai riuscito a trovare una distrazione capace di allontanare i miei pensieri da lei. Mai.
Con le mani, strinsi i suoi polsi e li riavvicinai ai suoi fianchi. Per quanto lo desiderassi, non avrei potuto abbracciarla in quel momento, lo sapevo.
Mi chinai su di lei fino a sfiorare con le labbra, per un breve istante, la sua fronte. Chiusi gli occhi. Inspirai il suo profumo ancora una volta, stampandolo per sempre nella mia memoria; lo stesso odore che aveva rischiato di far di me l’assassino della mia amata quando ci eravamo appena conosciuti, di ridestare il mostro che non ero mai riuscito a cancellare dentro di me. Ero così disgustato da quel ricordo. Ma allo stesso tempo, quello era l’odore più dolce, il migliore del mondo.
Sperai che Bella non sarebbe andata incontro ad altri pericoli, in futuro, perché io non avrei più potuto aiutarla. Questo pensiero mi angosciava, ma il modo migliore per aiutarla, adesso, era lasciarla.
«Fai attenzione», sussurrai. “Fallo per me”
A quel punto il dolore divenne insostenibile. Mi lanciai nella foresta, lontano da Bella, correndo a velocità inumana. La foresta, leggermente violacea nell’oscurità, mi appariva perfettamente nitida, ma non prestavo alcuna attenzione agli alberi che mi sfrecciavano accanto. Stavo continuando a bruciare, il dolore nel mio cuore era brutale, inimmaginabile. Non era paragonabile a nessun dolore fisico, non era paragonabile a nessun dolore mai provato da un essere umano. Sentii che avrebbe potuto consumarmi fino a uccidermi, lentamente, inesorabilmente. Continuai a correre, senza sapere neanche dove stessi andando. Lontano da Bella, lontano dalla mia vita, lontano da tutto. Per la prima volta dalla mia trasformazione, mi sentivo davvero morto. Non ero niente, senza di lei. Era lei che mi aveva reso capace di vivere intensamente.
Stavo respirando in maniera troppo veloce e affannata, era una cosa innaturale per me. Capii che stavo piangendo. Mi era successo soltanto una volta in passato, in quella maledetta sala da ballo di Phoenix, dove Bella aveva rischiato di morire a causa di un altro mostro della mia specie.
Il dolore era addirittura maggiore di quello che avevo immaginato. Mi stava straziando, sentivo il bisogno di urlare. Ma l’avrei sopportato, non m’importava. L’avrei fatto per lei. Lei aveva contrastato il mostro dentro di me, aveva fatto riemergere il mio lato umano. Mi aveva reso capace di amare come non credevo fosse possibile. Gliene sarei stato per sempre grato. Ma rimanevo comunque qualcosa contro natura, sarebbe stato meglio per lei che io non fossi davvero mai esistito. Per questo avrei mantenuto la promessa che le avevo appena fatto. Non mi avrebbe mai più rivisto. Non sarei più tornato da lei. Non l’avrei mai più costretta ad affrontare una situazione così venefica, sovrannaturale. Avrebbe proseguito la sua vita senza nessuna interferenza da parte mia. Glielo avevo promesso.
Avrei sofferto, lo sapevo. Non avrei mai più potuto vederla, solo questo pensiero bastava ad uccidermi dentro. Sarei andato lontano, lei prima o poi mi avrebbe dimenticato e avrebbe potuto vivere una vita piena di soddisfazioni.
Io non l’avrei mai dimenticata, non m’importava del dolore con cui mi bruciavano tutti i ricordi che avevo di lei. Io avrei continuato a custodirli con affetto. Erano tutto quello che mi restava di lei, ormai. Lo avrei sopportato. Per lei sarei stato disposto a morire, con gioia, un’infinità di volte.”
Terzo classificato Nella mente di Edward: Breaking Dawn di Flavia Litrico
“Non mi sembrava possibile…tutto il dolore, la frustrazione , la paura adesso mi apparivano sotto una luce diversa.Adesso potevamo amarci e amarci in eterno,amare nostra figlia ,vivere senza preoccuparci di nulla
<Bella…perché ridi?>>sussurrai distratto dai miei pensieri, da un suo improvviso risolino.
Poi mia moglie e unico amore della mia esistenza mi si avvicinò e premette le sue mani sulle mie tempie.
Un’onda di pensieri e immagini e suoni e odori mi travolse…Era come essere immerso in un altro mondo , come prendere il volto e attraversare paesaggi mai visti,sentire il vento tra i capelli,e poi…
Il sapore…il sapore della mia gelida bocca,il tocco delle gelide braccia ,i miei stessi occhi.
Sentivo un’ondata irrefrenabile e intensa di amore; se avessi ancora avuto il mio cuore in quell’istante avrebbe iniziato a battere all’impazzata.
Guardavo negli occhi Bella, ma tutto ciò che vedevo e sentivo non era parte di questa vita.
I primi istanti mi sentii confuso, ma poi capii.
Ero nella sua mente, camminavo tra i suoi pensieri,tra i suoi ricordi ancora cosi nitidi della sua vita mortale, percepivo le sue emozioni nei momenti trascorsi accanto a me.
Come avevo potuto pensare che il suo amore per me fosse meno intenso del mio…? Ero tutto, ero l’aria che respirava , l’acqua che beveva e il suo cibo .Ero la magia….Ero la sua anima. Totalmente parte di lei.
Iniziai a respirare più forte, benché non ne avessi fisicamente bisogno. In realtà dopo tanti anni accanto a Bella molte sensazioni ed emozioni della mia vita mortale erano riaffiorati;aldilà di ogni mia aspettativa o mio più remoto desiderio 100 anni da vampiro non avevano cancellato il mio essere del tutto.
Poi un dolore acuto,una fitta tremenda all’interno del mio statuario corpo mi sopraffece, fù talmente angosciante, triste, abominevole che riuscì solo ad allontanarmi.
<<Bella…cosa è accaduto…?Non ho mai provato dolore più intenso.>>
<<Quando…tu…sei andato via da Forks…ehm…>>
Fermai le sue parole,premendo le dita delle mani sulle sue morbide labbra e la presi con me. Avrei voluto poterle strappare via quel dolore ,prenderlo e addossarlo su di me,ma non potevo far altro che abbracciarla…Inutile vampiro traditore!
<<Perdonami amore mio,non potrò mai odiarmi abbastanza per ciò che ti ho fatto…>>
Non disse nulla…iniziò a baciarmi e tutto si annebbiò. Adesso esistevamo soltanto noi due,l’eternità e la nostra bambina.
Il dolore che mi aveva trasmesso era tanto intenso quanto la mia felicità ad entrare nella sua mente,finalmente,non esistevano più punti oscuri tra di noi.
Io ero lei e lei era me,un’unica entità. La manifestazione fisica dell’amore più puro e celestiale.
Forse aveva sempre avuto ragione Bella,non tutti i vampiri sono condannati ad essere dannati per sempre,esistono casi in cui può andare diversamente e noi costituivamo proprio quelle eccezioni.
Non riuscì a parlare,non desistevamo parola che potesse esprimere ciò che sentivo…inizia a baciarla con tale trasporto che mi sembrò di innalzarmi e volare per la stanza,lei si strinse a me e ogni cosa perse sostanza. Era come essere in un luogo dove nulla esiste,solo una distesa di cielo azzurro…
La mia bocca non riusciva ad emettere alcun suono e poi…nel mondo sospeso in cui ci trovavamo senti una voce,nella mia testa…<<Edward,ti amerò in eterno.>>”
Allora, ne volete altri??
A grande richiesta…. Nella mente di Edward: New Moon di Nadia Puletti
“Stavo per compiere il gesto più difficile della mia intera esistenza, tutto sarebbe cambiato da quel momento, tutto il mio mondo sarebbe stato privo della sua luce e le tenebre che c’erano sempre state prima del suo arrivo, sarebbero tornate più cupe e oscure che mai.
Stavo per farle del male, avevo sempre temuto che questo accadesse, era stato il mio tormento fin dall’inizio ma, in un modo o nell’altro, speravo che ce la saremmo cavata o che, per chissà quale ragione, lei si sarebbe resa conto del mostro che ero e sarebbe fuggita via da me.
Sarebbe stato devastante ma sarebbe stata una sua scelta e l’avrei rispettata pur di vederla felice.
Invece toccava a me, la decisione era solo mia e sapevo cosa le avrebbe causato, l’avrei delusa, ferita, le avrei fatto credere che il mio amore non era abbastanza forte da poterle stare accanto, che non l’amavo abbastanza, che lei non era quella giusta.
Avrei detto addio a tutta la mia vita, perché lei era quello, tutta la mia vita per tutta l’esistenza e sarebbe stato cosi anche dopo averle detto addio.
Da quando i suoi occhi color cioccolato avevano incontrato i miei, avevo capito che lei era tutto quello che avevo sempre aspettato e che la mia vita, sarebbe iniziata in quell’istante.
Ora, però, non potevo più aspettare, non potevo rischiare che il mio mondo le facesse correre ulteriori rischi, era gia andata vicina alla morte troppe volte per colpa mia.
Sapevo che dopo, tutto sarebbe crollato, io non sarei stato più lo stesso, prima di lei ero un vampiro vegetariano che lottava ogni giorno per non deludere se stesso e la sua famiglia, lei mi aveva insegnato l’amore, mi aveva fatto sentire vivo.
Dopo la mia decisione, non ci sarebbe stato più nessuno a popolare il mio corpo, Edward sarebbe morto dentro se stesso e l’unica cosa che poteva tenermi appeso alla vita, era la consapevolezza che, anche se lontana da me, lei avrebbe continuato ad esistere.
Di colpo, il rumore del suo pick up mi distolse dai miei pensieri; stava arrivando, la mia vita era a pochi passi da me.
“Ciao”, mi disse sospirando ma nel suo sguardo un attimo prima sollevato, comparve una strana espressione, forse gia sapeva che qualcosa stava per cambiare.
“Vieni, facciamo quattro passi”, mi seguì, senza dire nulla.
“Dobbiamo andarcene, la gente inizia ad insospettirsi”.
“Va bene, dammi qualche giorno per dirlo a Charlie, per trovare una scusa senza ferirlo troppo”.
Scese il silenzio, mi guardò spaventata; aveva capito che quel “dobbiamo andarcene“, non includeva anche lei.
Era arrivato il momento di mentire e, questa volta, più di ogni altra, avrei dovuto essere un attore impeccabile.
“Il mio mondo non è fatto per te, tutto quello che è successo, tutte le volte che hai rischiato la vita avrei dovuto prevederlo e, soprattutto, evitarlo”.
“Edward, il mio posto è dove sei tu, tu sei tutta la mia vita”.
“Bella, tu non sei la persona giusta per me, non vale la pena farti andare ogni giorno incontro al pericolo per un amore che dentro di me non c’è più o che, forse, non c’è mai stato.”
I suoi occhi ora luccicavano, si stavano riempiendo di lacrime, quelle stesse lacrime che avrei voluto versare anche io ma che, il mio corpo freddo e “morto”, non mi permetteva di fare.
“Starai meglio senza di me, sarai felice e al sicuro”.
“Edward, una volta in sogno ti ho chiesto di restare con me, te lo chiedo anche adesso, non lasciarmi, portami con te.”
“E’ finita Bella, devo andare.”
Le diedi un bacio in fronte e assaporai il suo profumo per l’ultima volta.
Mi girai e mai, come in quel momento, ringraziai il cielo di essere abbastanza veloce da non avere il tempo di voltarmi verso di lei, ma di andare dritto, incontro alle mie tenebre.”
